riderci addosso

Dopo aver dedicato un fortunato libro alla mappatura delle emozioni umane, la storica Tiffani Watt-Smith ha scritto un libro sulla Schadenfreude, ovvero quel sottile e disturbante sentimento di gioia, soddisfazione, sollievo, che proviamo di fronte alle disgrazie altrui.

Scrivendo dettagliatamente del libro per cheFare, ho ipotizzato che la Schadenfreude non sia soltanto un residuo dell’atomo di malignità che persiste nel fondo del cuore umano e resiste a tutti i processi di civilizzazione, ma anche il sintomo di un “disagio della civiltà”.

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qualcuno che ride

Martedì 28 maggio ho tenuto all’Università Pompeu Fabra di Barcelona una lezione su letteratura, fascismo, emozioni e caricature. Mettere insieme queste quattro cose è stato il lavoro che ho fatto durante i miei due anni alla Queen Mary University di Londra. Ma come stanno insieme queste quattro cose?

L’idea è che il fascismo non sia stato soltanto un regime politico, ma un “regime emotivo”: ovvero, un sistema sociale che funziona anche grazie all’attivazione, l’imposizione, la gestione e l’uso politico di una serie di emozioni funzionali, individuali e collettive. La propaganda, i discorsi pubblici, le cerimonie, le manifestazioni, le narrazioni condivise e “memetiche” sono i dispositivi attraverso i quali il regime mette in scena e orchestra le perfomance emotive che vuole trasmettere (o imporre) agli individui.

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