cosa, e perché

Nel gennaio del 2017 ho creato un blog che doveva essere il diario in pubblico della mia ricerca, finanziata da una borsa Marie Sklodowska-Curie e sviluppata alla School of History della Queen Mary University di Londra. Il blog si chiamava misshaping by words, parlava soprattutto di come e perché arte e letteratura deformano la figura umana, ed è ancora interamente consultabile a questo indirizzo.

L’esperienza di «research blogging», tuttavia, ha reso chiaro che comunicare in rete la ricerca accademica non è soltanto un processo di registrazione di attività che si svolgono altrove, in altri formati e in altre piattaforme: è un modo di immettere il lavoro di ricerca nel flusso della comunicazione digitale, nella galassia di segni che si producono quotidianamente. Questo processo di immissione è tutto fuorché neutrale; al contrario, crea una serie di conflitti e tensioni che scaturiscono dal contatto tra due sostanze reciprocamente estraneee. Ricerca e ambiente digitale sono spazi concettuali molto distanti, vivono di un respiro e di procedure cognitive spesso incompatibili, utilizzano linguaggi che appaiono – per usare una metafora informatica – non interoperabili.

Ricerca accademica e media digitali sono due diverse dimensioni del multiverso, separate soprattutto da una incommensurabile concezione del tempo, e quindi dello spazio. Il tempo lungo e dilatato della lettura, il tempo stratificato dell’indagine storica, il tempo distillato e solitario della riflessione, il tempo lento e faticoso della scrittura, da un lato; dall’altro il tempo puntuale della comunicazione, il tempo compresso dell’interazione, della presenza, della connessione, il tempo frenetico dell’aggiornamento e della notizia, che è novità permanente. Da un lato un presente che cerca di trattenere al suo interno le tracce del passato, dall’altro un presente che scappa continuamente verso il futuro, o verso  il presente successivo.

Eppure queste due dimensioni, e queste due temporalità, possono e forse devono cercare di coesistere, entrare in contatto. Dalla possibilità della loro coesistenza, anzi, dipende a mio avviso il futuro stesso non tanto della ricerca accademica, quanto della cultura come patrimonio condiviso della comunità umana, come memoria dei saperi sul mondo che noi esseri umani abbiamo elaborato. Solo connettendosi al flusso della comunicazione la cultura può far agire i saperi, i segni e le immaginazioni che custodisce dentro la configurazione del presente. E tentare di aggiungere la “terza dimensione” della memoria al tempo bidimensionale della comunicazione. 

Per stare nello spazio della comunicazione, la cultura deve secondo me fare essenzialmente due cose, che sono la ragione di esistenza di questo spazio:

  1. allargare lo sguardo, fare zoom out, scoprire che i nostri oggetti di ricerca specifici fanno parte di costellazioni di senso molto più ampie, che gli danno significato e alle quali, quando le stelle sono propizie, trasferiscono le proprie specificità;
  2. sperimentare con i formati e con i linguaggitradursi in parole, segni e suoni che siano compatibili con le pratiche e le modalità esperienziali della rete, interagire con i significati che si producono quotidianamente.

Tracciare una mappa delle costellazioni del presente con le quali la letteratura interagisce, e farlo sperimentando linguaggi e modalità espressive che possano far parlare la letteratura dentro e attraverso i linguaggi del presente: è questo il tentativo che vorrei impostare con questo blog. Si tratta, per dirla in termini forse un po’ troppo ambiziosi, di inventare la saggistica del futuro. Perché solo dentro un rinnovato discorso saggistico, capace di far convergere saperi e immaginazioni, la letteratura può migrare nel tempo che ci si prepara, come una forma di vita trasportata verso altri mondi da un vettore spaziale.

Lo farò nei tempi, nei modi, con le risorse che la macchina del quotidiano mi concederà. La vita è sempre in agguato e si diverte a disfare i progetti meglio concepiti. Del resto, il mio ultimo libro si chiama Vita contro letteratura