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Mi chiamo Paolo Gervasi e quando qualcuno mi chiede cosa faccio nella vita rispondo, dopo un attimo di imbarazzo, che sono un ricercatore universitarioUna volta mi sono lasciato scappare che, più che un ricercatore, sono un cacciatore-raccoglitore di segni, e per questo mi hanno preso in giro a lungo.

Attualmente sono visiting scholar all’Università Pompeu Fabra di Barcelona, Dipartimento di Humanidades, ovvero: varia umanità. Precedentemente sono stato per due anni, dal gennaio 2017 al gennaio 2019, Marie Sklodowska-Curie Research Fellow alla Queen Mary University di Londra. Mi sono formato all’Università di Pisa e, dopo la laurea triennale, alla Scuola Normale Superiore di Pisa, dove ho ottenuto il dottorato in Discipline Fiologiche e Linguistiche Moderne.

Alla Scuola Normale Superiore sono stato anche assegnista di ricerca per quasi tre anni, lavorando all’interno del CTL – Centro di Elaborazione Informatica di Testi e Immagini nella Tradizione Letteraria diretto da Lina Bolzoni. Insieme al gruppo di ricerca del CTL ho lavorato al progetto, finanziato dallo European Research Council e diretto da Lina Bolzoni,  Looking at Words through Images, collaborando alla realizzazione dell’archivio digitale Galassia Ariosto: un’esperienza di ricerca autenticamente interdisciplinare, sviluppata attraverso numerose diramazioni transmediali.

Da quando sono entrato lì per uno stage, nel 2008, non ho mai smesso di sentirmi parte della casa editrice Mediaevo – luca sossella editore, per la quale tra le altre cose ho curato il Registro dei progetti editoriali e, più recentemente, lo strumento di comunicazione del progetto Oracoli. Saperi e pregiudizi al tempo dell’Intelligenza Artificiale. Sono stato editor, autore e fortunato testimone dell’entusiamo cresciuto attorno al progetto editoriale Il Bureau. Ho scritto e scrivo per diverse riviste online, tra le quali Che Fare, Doppiozero, Alfabeta2, LeParoleelecose.

Ho pubblicato due libri: il primo si intitola La forma dell’eresia e parla di Giacomo Debenedetti; il secondo si intitola Vita contro letteratura e parla di Cesare Garboli. Il prossimo lo sto scrivendo in questo momento: parlerà di letteratura, caricatura, facce, corpi, emozioni, e fascismo.

Qui si può trovare un elenco ragionevolmente completo delle mie attività accademiche: i saggi pubblicati in volumi collettivi e su riviste nazionali e internazionali, le conferenze, i seminari, le lezioni; mentre qui si trova un mio irragionevolmente lungo curriculum. Su Facebook c’è un gruppo ristretto ma premuroso di persone che ride per quello che scrivo; su Twitter mi sento tenuto in disparte come qualcuno che si è imbucato a una festa ma non conosce nessuno; le mie mani tremano troppo perché il mio profilo Instagram possa competere con quello di Chiara Ferragni. Ma fossi in lei non dormirei sonni tranquilli.